Amplificatori di potenza tipo push-pull

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Gli amplificatori di potenza sono strutture elettroniche che, se opportunamente pilotate da segnali a basso livello, sono in gado di fornire tali segnali ad un elevato livello di potenza; da alcuni Watt a migliaia di Watt[1]



L'amplificatore push pull

Un amplificatore di potenza tipo push pull è realizzabile mediante una coppia di transistori e due trasformatori; questo tipo di circuito, detto anche a configurazione controfase, lavora con i transistori in classe B, condizione per la quale nella fase di conduzione del primo corrisponde il bloccaggio del secondo e, viceversa alla conduzione del secondo corrisponde il bloccaggio del primo; ciascun transistore opera per la metà del periodo dell’onda da amplificare.

Schema elettrico e funzionamento

Lo schema elettrico dell'amplificatore è riportato in figura 1 e qui di seguito descritto:


figura 1

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Il segnale d’ingresso Vi è applicato all’amplificatore mediante il primario del trasformatore bilanciato Ti; i due rami del secondario di Ti pilotano in opposizione di fase le basi di Tr1 e Tr2.

I collettori dei due transistori sono collegati in Push-Pull al primario del trasformatore bilanciato d’uscita Tu che li alimenta in corrente continua.

Nel primario di Tu si compongono le due semionde sì da ricostruire l’onda intera del segnale amplificato. Il secondario di Tu trasferisce il segnale d’uscita al carico Rc.

Il guadagno di tensione di ciascun transistore, sempre che sia verificata la condizione Re<<R2, è dato dal rapporto

G=Rtr/R2

dove Rtr è la resistenza che il secondario di Tu, a causa del carico Rc, deve trasferire ai rami del primario.

Le basi di Tr1 e Tr2 sono portate di poco sotto la conduzione dalla Vbe del diodo D nel quale è fatta scorrere la corrente di polarizzazione determinata da R1.

In un primo semiperiodo del segnale d’ingresso, tramite Ti, viene attivato il ramo di amplificazione formato da Tr1 e da mezzo avvolgimento di Tu con il conseguente trasferimento del primo mezzo periodo di potenza sul carico Rc.

In un secondo semiperiodo del segnale d’ingresso, tramite Ti, viene attivato il ramo di amplificazione formato da Tr2 e da mezzo avvolgimento di Tu con il conseguente trasferimento del secondo mezzo periodo di potenza sul carico Rc

Esempio di progetto

Vediamo ora un esempio di progetto dell’amplificatore utilizzando semplici e sintetiche formule di calcolo per la soluzione della seguente impostazione di richiesta dati:

Tensione di alimentazione Valim.=+50 V

Potenza richiesta sul carico P=4 W

Resistenza di carico Rc=10 Ω

Frequenza di lavoro F=1000 Hz

Guadagno elettronico G=50 volte ( 34 dB )


Calcolo della resistenza trasferita Rtr:

In base alle caratteristiche imposte nel progetto il calcolo della resistenza Rtr che deve essere trasferita dal carico al transistore finale è dato dall’espressione:


Rtr=(1/Pt){(Valim.Vce(sat))/[1.41(1+1/G)]}2

Dove:

Pt è la potenza totale richiesta ( potenza sul carico + perdita in Tu)

Valim. (tensione continua d’alimentazione del circuito)

Vce(sat) (tensione di saturazione della coppia Tr1, Tr2)

G (guadagno elettronico di tensione)

Assumendo ragionevolmente per Tr1 e Tr2 una Vce(sat)=3 V , ed una perdita del 20% di potenza nel trasformatore d’uscita la potenza totale che deve essere fornita è:

Pt=P+Perdita=4 W+0.8 W=4.8 W dalla quale si avrà :


Rtr=(1/4.8 W){(50 V3 V)/[1.41(1+1/50)]}2=222.5 Ω


Calcolo di R2.

La resistenza R2, sempre che sia verificabile che Re<<R2,è data dall’espressione.

R2=Rtr/G=222.5/50=4.45 Ω (da arrotondare a 4.7 Ω )


Calcolo della massima corrente di picco di collettore e della dissipazione di R2:

La massima corrente di picco di ciascun transistore, nel rispettivo ciclo di conduzione, è data da:

Icp=1.41(Pt/Rtr)=0.2 A

Con il calcolo di Icp può essere computata la potenza dissipata in R2:

Pr2=(Icp/1.41)2R2=(0.2 A/1.41)24.7 Ω0.1 W

che conducendo corrente per il 50% del tempo si riduce a Pr2/2=0.1 W/2=0.05 W.


Verifica della condizione Re << R2:

Essendo la corrente di picco Icp=0.2 A

la corrente efficace sarà Iceff.=Icp/1.41=0.2/1.41=141.8 mA

e il valore di della resistenza di emettitore

Re=27/Ieff.=27/141.8=0.19 Ω

Re risulta nettamente inferiore al valore di R2=4.7 Ω


Calcolo delle dinamiche delle tensioni:

La variazione massima, Dvc, della tensione sui collettori dei transistori sarà:

Dvc=IcpRtr

Dvc=0.2 A222.5 Ω=44.5 V

ovvero una tensione di picco ai capi dei rami del primario di 44.5 V pari ad una tensione efficace di Vu=31.5 Veff


La variazione massima, Dve, della tensione sugli emettitori dei transistori sarà:

Dve=IcpR2

Dve=0.2 A4.7 Ω=0.94 V

Ne segue che nei semiperiodi di conduzione il collettore passa da +50 V a +50 VDvc=+5044.5=+5.5 V mentre l’emettitore passa da 0 V a Dve=+0.94 V lasciando ai transistori un ampio valore di Vce=5.5 V0.94 V=4.56 V.

A seguito del valore di Vce emerso dal calcolo i transistori da selezionare dovranno avere una Vce(sat) di 2 o più Volt inferiore ad esso.


Calcolo dei trasformatore Tu

Il calcolo di Tu prevede inizialmente di stabilire il rapporto spire tra un ramo del primario ed il secondario secondo l’espressione:

Np/Ns=(Rtr/Rc)

da cui

Np/Ns=(222.5 Ω/10 Ω)4.7


Il rapporto tra Np ed Ns indica un trasformatore in “discesa”, trasformatore che ha il primario con un numero di spire superiore al secondario; è quindi dal primario che muovono le considerazioni di progetto.

Il primario deve avere una reattanza Xl più alta della resistenza trasferita Rtr tale da provocarne una riduzione dell’ordine del solo 2% [2], reattanza calcolabile secondo l’espressione:

Ro=RtrXl/(Rtr2+Xl2)

dove Ro=Rtr2% Rtr=217 Ω è il modulo del parallelo tra l’induttanza del primario e Rtr;

per Rtr=222.5 Ω , si calcola Xl1096 Ω

realizzabile con un’induttanza da:

L=1096 Ω/(6.281000 Hz)=174 mH

Il dimensionamento del trasformatore, del quale ciascuna metà del primario deve avere l'induttanza sopra calcolata, si ottiene utilizzando un nucleo in ferrite tipo LA 2330 avente α=26.9 si ha:

Np=26.9174 mH=355 Spire

per ciascuno dei due rami del primario

Il secondario avrà pertanto

Ns=Np/4.7=355/4.7=75.5 spire

assemblate nel rocchetto del nucleo secondo la seguente disposizione costruttiva bilanciata :

  • avvolgimento del primo ramo del primario = 355  spire
  • avvolgimento del secondario = 75.5  spire
  • avvolgimento del secondo ramo del primario = 355  spire

Come ultimo passo del progetto del trasformatore Tu si deve procedere alla verifica dell’induzione B che, per il nostro tipo di nucleo, deve essere B<3000  Gauss.

Il valore di B si calcola con l'espressione: B=(Vu.eff108)/(S4.44fN).

Essendo per il nucleo LA 2330 S=0.999 cm2si ha:

B=(31.5 Veff108)/(0.999 cm24.441000 Hz355 spire)=1998 Gauss valore che soddisfa l’assunto.

Calcolo del circuito d’ingresso

Il circuito d’ingresso è composto dal trasformatore Ti e dal polarizzatore formato dal resistore R1 e dal diodo D in parallelo al condensatore C1 ; vediamo quale criteri di calcolo devono essere adottati per dimensionare questi componenti:

Avendo posto un valore di G=50 e calcolata l’ampiezza di Vu=31.5 Veff si può stabilire l’ampiezza di picco della tensione d’ingresso

Vip=1.41(Vu/G)=1.41(31.5 Veff./50)=0.88

Assumendo che i transistori necessitino di una Vbemax=1.2 V per condurre il picco massimo di corrente calcolato in precedenza in Ic=0.2 A e che il diodo D ( tipo 1N2002 ) possa polarizzare i transistori ad una tensione Vd=0.6 V il picco massimo della tensione da applicare all’ingresso dei transistori è dato da:

Vip.max=Vip+(Vbe.maxVd)

Vipmax=0.88+(1.2 V0.6 V)=1.48 Vp

Assumiamo ora che i transistori abbiano un valore di hfe minimo =50 in tal caso la resistenza d’ingresso di ciascun transistore sarà data da

Ri=hfeR2=504.7 Ω=235 Ω

e la potenza del segnale d’ingresso dovrà essere:

Pi=(Vipmax/1.41)2/Ri

Pi=(1.48 Vp/1.41)2/235 Ω=0.0047 W

Non resta ora che determinare il valore di R1 per ultimare l’analisi del circuito d’ingresso dell’amplificatore:

R1deve essere dimensionata affinché nel diodo D scorra una corrente di poco superiore ai picchi della corrente di base dei transistori; essendo quest’ultima

Ib=Vip/Ri=1.48/235 Ω=6.3 mA

la corrente nel diodo può essere fissata a Id=10 mA on l’assunzione di un valore di R1pari a:

R1=(Valim.0.6 V)/Id=(50 V0.6V)/10mA=4940 Ω (da arrotondare a 4700 Ω )

R1 deve essere in grado di dissipare una potenza di:

Pr1=(Valim.0.6V)2/R1=(50 V0.6 V)2/4700 Ω=0.5 W

Il condensatore C1 deve avere una reattanza pari ad

Xc1=Ri/100=235 Ω/100=2.35 Ω

da cui

C1=1/(2πfXc1)=1/(6.2810002.35 Ω)68μF


Il valore di Pi sopra computato può essere fornita ai transistori tramite un trasformatore bilanciato Tì calcolato secondo le caratteristiche del generatore dei segnali; se supponiamo, a titolo indicativo, che il generatore fornisca una tensione Vg=2 Veff. su di un’impedenza Rg=60 Ω possiamo impostare il calcolo del trasformatore Ti.

Calcolo del trasformatore Ti

Il calcolo di Ti prevede inizialmente di stabilire il rapporto spire tra il primario ed un ramo del secondario secondo l’espressione:

Np/Ns=Vg/(Vipmax/1.41)

da cui: Np/Ns=2 Veff/(1.48 Vp/1.41)1.9

Il rapporto tra Np/Ns indica un trasformatore in “discesa”, trasformatore che ha il primario con un numero si spire superiore al secondario; è quindi dal primario che muovono le considerazioni di progetto:

Il primario deve avere una reattanza Xl più alta della resistenza Rg del generatore tale da rappresentarne un carico dell’ordine del solo 5%, reattanza calcolabile secondo l’espressione.

Ro=RgXl/(Rg2+Xl'2)

dove Ro=Rg5% Rg=57 Ω è il modulo del parallelo tra l’induttanza del primario e Rg;

per Rg=60 Ω , si calcola Xl182 Ω

realizzabile con un’induttanza da:

Xl=182 Ω/(6.281000 Hz)29 mH

Utilizzando un nucleo in ferrite tipo LA 2532 avente α=42 si ha

Np=αL

Np=42 29=226  spire

Il secondario avrà pertanto

Ns=Np/1.9=226/1.9=110 spire per ciascun ramo assemblate nel rocchetto del nucleo secondo la seguente disposizione costruttiva bilanciata :

  • avvolgimento del primo ramo del secondario = 110 spire
  • avvolgimento del primario = 226 spire
  • avvolgimento del secondo ramo del secondario = 110 spire

Come ultimo passo del progetto del trasformatore Ti si deve procedere alla verifica dell’induzione B che, per il nostro tipo di nucleo, deve essere B<3000 Gauss.

B=(Vg108)/(S4.44fN)

essendo per il nucleo LA 2532 S=0.447 cm2 si ha:

B=(2 V108)/(0.447 cm24.441000 Hz226 spire)=446 Gauss valore che soddisfa l’assunto.

Calcolo della dissipazione dei transistori Tr1 e Tr2

La potenza dissipata su ciascun transistore, che lavora per il 50% del tempo, è calcolabile con l’espressione:

Pc=(IpiccoValim./3.14)(Ipicco2Rtr/4)

Pc=(0.2 A50 V/3.14)(0.22222.5 Ω/4)=0.95 W


Scelta dei transistori Tr1, Tr2 Per la scelta dei transistori si consiglia, ad ulteriore titolo d’esercizio, di consultare un adatto catalogo per trovare un tipo di transistore che si adatti alle caratteristiche emerse dal progetto che qui riassumiamo:

f=1000 Hz

Valim.=+50 V

Vu=31.5 Veff.44.5 Vp

Ip=0.2 A

Vce(sat)max=3 V

hfemin=50

Pd=0.95 W

Vbemax=1.2 V (per Ic=0.2 A)

Nella scelta del transistore si ricordi che:

In un circuito controfase la tensione sul collettore di un transistore può arrivare al doppio della tensione d’alimentazione.

Se la potenza da dissipare è superiore a quella consentita dal transistore si deve impiegare un dissipatore utilizzando il metodo di calcolo indicato nella lezione seguente.

Note

  1. Un amplificatore audio amatoriale può fornire, indicativamente, una potenza di alcune centinaia di Watt, il trasmettitore di un sonar attivo deve fornire oltre 10000 Watt.
  2. A giudizio del progettista