Calcolo vettoriale

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Template:Risorsa Dovendo trattare sia di quantità scalari che di quantità vettoriali, utilizzeremo lettere corsive (minuscole o maiuscole) per le grandezze scalari (siano esse costanti o funzione di una o più variabili), lettere in grassetto minuscolo per le grandezze vettoriali e lettere in grassetto maiuscole per le matrici.

Ad esempio, mentre le lettere A ed a rappresentano delle grandezze scalari, la lettera a rappresenta un vettore, ed in particolar modo un vettore colonna.

Riferendoci ai vettori nel corso delle lezioni utilizzeremo un altro tipo di rappresentazione: la notazione indiciale. Il vettore colonna a composto da n componenti potrà essere rappresentato indifferentemente sia con il simbolo a sia con la notazione ai, dove i è un numero naturale al variare del quale varia la componente del vettore a. Ad esempio, dato il vettore a di tre componenti, esso può essere rappresentato sia mediante il vettore colonna a [a1a2a3] sia mediante la notazione indiciale ai con i=1,2,3.

La prima operazione che introduciamo sui vettori è l'operazione di trasposizione, indicata con l'apice t. Trasporre un vettore colonna ci porta a scrivere un vettore riga avente le stesse componenti (nello stesso ordine!) del vettore colonna. Ad esempio, il vettore colonna a visto in precedenza può essere trasposto e at ha la rappresentazione vettoriale [a1a2a3]

Se adesso volessimo rappresentare il vettore at in notazione indiciale, quale indice potremmo utilizzare? La particolarità (e spesso il disagio) di utilizzare la notazione indiciale consiste nel fatto che il vettore ai può rappresentare indifferentemente un vettore riga o un vettore colonna. Di volta in volta chiariremo, quando tratteremo formule scritte in notazione indiciale, se stiamo parlando di vettori riga o vettori colonna.

Le operazioni di calcolo vettoriale analitico che ci interessano sono:

  • Modulo di un vettore
  • Prodotto scalare di due vettori
  • Prodotto vettoriale di due vettori

Il modulo di un vettore ha il significato fisico si lunghezza del segmento e si calcola applicando il Teorema di Pitagora in 2 oppure 3 dimensioni, a seconda del tipo di vettore. Per un generico vettore in n dimensioni la formula è: 𝐚=𝐚t𝐚=k=1nai2

Il prodotto scalare tra due vettori è un numero reale definito come x=𝐚t𝐛=𝐛t𝐚=a1b1+a2b2+...+anbn=k=1naibi

Infine il prodotto vettoriale tra due vettori è il vettore risultante dal calcolo del determinante della matrice |e1e2e3a1a2a3b1b2b3| dove e1e2e3 rappresentano i tre versori di un sistema di riferimento destrorso rispetto al quale sono state determinate le componenti a1a2a3 del vettore a e le componenti b1b2b3 del vettore b.

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